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Poker Life

Paolo BAZ83, Andrea Caf1, Antonio "avantilecce" , Davide DSchiavi dopo le WSOP

26 lug 2010 WSOP 2010

L’avventura di Sisal Poker a Las Vegas è terminata, culminando con il piazzamento in the money del nostro giocatore professionista Paolo Giovanetti  nel Campionato del Mondo di Texas Hold'Em.

Sisal Poker però in queste settimane ha fatto vivere l’emozione di partecipare alle World Series, e di vivere nella città del gioco e del divertimento, anche a numerosi giocatori della poker room che si sono aggiudicati i pacchetti premio. Ecco le loro impressioni!

Paolo Buzzi è stato purtroppo eliminato senza poter andare a premio a causa di una bad beat, ma come lui stesso dice “E' un esperienza che vorrei senza dubbio ripetere se la mia avventura in questo mondo durerà ancora a lungo, e la strada delle qualificazione online è sicuramente un vantaggio non da poco dal lato economico visto che ti esenta dalla maggior parte delle spese. Se Sisal l'anno prossimo deciderà di ripetere una promozione simile a quella di quest'anno ci si riproverà e chissà...

Al tavolo non ho provato nessuna emozione particolare diversa dal solito: era come giocare in un
"normalissimo" tavolo in un "qualunque" torneo, invece ero al Rio di Las Vegas e partecipavo alla manifestazione più importante del mondo, le WSOP!

Vedere nei tavoli vicini giocare leggende come Doyle Brunson, Dan Harrington, Daniel Negranau o Phil Ivey è un qualcosa che non avrei mai immaginato di fare ed è stata senza dubbio una grandissima esperienza, nonostante il risultato finale dei tornei.

Las Vegas è indescrivibile, una cosa che non avevo mai visto in nessun altro posto al mondo, è tutto portato all'esagerazione, al paradosso. Banalmente è possibile fare il giro del mondo in un solo giorno, vedere la Statua della Libertà, la Tour Eiffel, il Colosseo o fare un giro in gondola sul Canal Grande. E' la patria del divertimento e dell'eccesso non a caso è considerata "The Entertainment Capital of the World", si possono trovare facilmente alcolici ad ogni ora del giorno e della notte, la scelta in fatto di spettacoli “per adulti” è illimitata, ed ovviamente il gioco d'azzardo è legale, o meglio è una colonna portante dell'economia cittadina.

Forse l'unico aspetto negativo è risultato essere il cibo, che escludendo un ristorante "italiano" scoperto purtroppo troppo tardi, non offre la qualità che noi italiani siamo abituati ad avere.

Sono stato però benissimo la sera del Party in villa: la festa organizzata da Sisal è stata veramente una bella idea, la possibilità di far star insieme anche se per poche ore i vari ospiti, i PRO di Sisal e naturalmente i qualificati online è sicuramente un qualcosa da ripetere, come era già stato fatto con la festa milanese organizzate nei mesi scorsi.”

Ecco invece come Andrea Stirparo racconta i suoi tornei:

“Ho partecipato a due eventi delle WSOP a Las Vegas. Nel primo sono andato presto chip leader del tavolo con 2 volte e mezzo lo stack iniziale dominando un tavolo composto di giocatori non bravissimi e con un ragazzo veramente bravo alla mia sinistra. Il torneo è andato abbastanza bene fino ad una mano in cui non ho chiuso il mio monster draw al flop contro il ragazzo molto capace dove ho perso 3/5 dello stack. Poi sono uscito mandando all in con 22 dal cutoff e venendo chiamato dallo small blind (un signore sulla sessantina) con JJ.
 
Nel secondo torneo tutto è andato alla grande: ho raddoppiato subito con AA contro KK di una PRO di Ipoker, poi ho vinto molti piatti uncontested e poi ancora un altro player out slowplayando il nut contro un giocatore iper aggressivo. Poi non ho visto carte per 2 ore ed appena ho visto qualcosa ed rilanciato qualche mano ho subito ricevuto contro rilanci da tutte le parti del tavolo. Infine un giocatore che giocava veramente male chiama il mio rilancio da utg (io avevo AQs) e su flop QT7 rainbow andiamo rotti e lui mostra T7o e... fine dei giochi.

E’ stata un'esperienza fantastica godere della vita che offre Las Vegas piena di divertimenti e veramente lontana da ogni sorta di vita comune, un paese dei balocchi per grandi. La villa di Sisal poi era qualcosa di fenomenale: mai stato in una villa più bella, come del resto sono state magnifiche le loro feste!”

Ecco le sensazioni di Antonio Pati

“Un’emozione indescrivibile, sembrava di vivere un sogno. Un'oretta prima che iniziasse il torneo hanno iniziato a tremarmi le gambe, ma una volta seduto e preso le carte in mano sono stato abbastanza tranquillo. In giro per la città sembravo un bambino nel paese dei balocchi.

Las Vegas è FANTASTICA!!!! Io ci sono arrivato di notte e il tragitto in taxi aereoporto-wynn sono rimasto a bocca aperta, qualcosa di indescrivibile, è una città sempre viva 24h su 24h,  questi enormi hotels con le loro attrazioni, la veduta dallo stratosphere di notte, la strip che pullula di gente a ogni ora del giorno e della notte, solo a ripensarci mi vengono le lacrime agli occhi.

Sisal mi ha fatto alloggiare al Wynn, il più lussuoso hotel di Las Vegas, con veduta sulla Strip e proprio di fronte avevo il Treasure Island, mi son potuto godere lo spettacolo dei galeoni steso sul mio letto!
L’unica cosa che non ho amato è stato il cibo, la notte (per quel poco che ho dormito) sognavo un bel piatto di spaghetti al pomodoro.

Il party in villa Sisal poi è stata la ciliegina sulla torta di una settimana già spettacolare di suo, la villa è stupefacente, di quelle che vedi solo nei film, ho avuto il piacere di conoscere i ragazzi del Team PRO e abbiamo passato una serata veramente piacevole. 

Purtroppo il torneo è andato male, sono uscito al 4° livello con una coppia di K in mano, stack iniziale 3mila, io ero partito male e mi trovavo sui 2mila, di BB tutti fold fino al bottone che fa un raise, io mando la vasca e lui che aveva poco più del mio stack, dopo averci pensato a lungo ha fatto call, mi ha girato A: sono usciti un asso al flop e uno al turn.

La mano che non dimenticherò facilmente è un’altra, proprio a inizio torneo, e magari avrebbe fatto  prendere tutta un’altra strada al mio torneo: siamo alle prime battute, bui 25/25 e da bottone pesco una coppia di 8, un giocatore dalle prime posizioni fa raise 100, tutti fold io metto 100 il BB copre i 100, flop 55Q, il primo giocatore mette 300, non gli faccio la Q e metto 300 anche il BB mette 300, turn 7, il primo giocatore mette 600.

A questo punto  inizio a preoccuparmi del giocatore in BB, ho pensato che poteva avere un 5, e che con una puntata di 600 di due giocatori avrebbe fatto all in e a quel punto sarei stato costretto a foldare avendo buttato 1000 a inizio torneo, quindi foldo; il BB mette 600, al river ahimè è uscito un 8, all in del primo giocatore fold del BB che gira una Q mentre il primo giocatore gira 6 e 9.

Vorrei concludere ringraziando Sisal per la grande opportunità che mi ha dato, ho passato davvero una settimana da sogno.”

Infine ecco la sfortunata avventura alle WSOP di Davide Schiavi, qualificato su Sisal per il Campionato del Mondo di Texas Hol'Em:

“Il mio main event è durato solo 1 ora e 30 min: ho giocato un paio di mani ed ero sceso da 30.000 a 28.500, nulla di grave, ma poi da big blind mi trovo con KT suited e dopo un limp da early, un giovane yankee raisa a 525; io callo per magari legare un colore o per una scala e il flop è bello come il sole: AQJ raimbow! io check lui 1200, io 3.600 lui call; Turn 2 sempre tutto "arcobaleno"... io 8.000 lui tanka e mi fa resto; non posso mica passare il nuts, e immagino uno split pot, ma lui gira AA e lega il full con la Q al river. Dopo un quarto d'ora ero in piscina a sbollire...

Seduto al tavolo mi sento abbastanza navigato nonostante l'importanza dell'evento, ma nonostante tutto però quando vai all in senti il cuore che batte a 300.000 all'ora, e questo è sintomo che il gioco è ancora vivo dentro di te e finchè provero queste emozioni non smetterò mai di giocare a poker.

Parlando della città, Las Vegas è incredibile perché ogni 6 mesi cambia sempre qualcosa, una città sempre in evoluzione. Non mi piace invece quel vento bollente che tira ad ogni ora del giorno e della notte senza tregua...
Infine menzione di merito per la Villa di Sisal che era stupenda, come è bella la vita che fanno i professionisti del Team Sisal: chissà, magari un giorno…”

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