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Interviste ai Sisal Poker Pro: Paolo Giovanetti

22 mag 2011 Poker News


Sei nel Team Pro di Sisal fin dalla sua nascita e vorremmo sapere quali sono le tue impressioni del rapporto vissuto sia con i compagni di team che con la società.


All’inizio si è trattato di  una nuova avventura per tutti, sia per noi giocatori che per Sisal stessa che, pur avendo un ruolo di primissimo piano nel panorama italiano dei giochi, non aveva ancora al tempo una specifica competenza in questa nuova disciplina.
L’ intenzione era quella di affacciarsi al mercato con un team competente vincente.

Ci si è affidati quindi all’emergente e già vincente Dario Alioto per capitanare la squadra che si andava costituendo. Ognuno avrebbe messo a disposizione la sua dote personale di esperienza con l’obiettivo di promuovere il nostro sport e far appassionare gli italiani. Il rapporto con Sisal è stato sinora leale e vissuto su una collaborazione e disponibilità reciproca, lo stesso dicasi per i compagni di team.

Sono prossime le Wsop e tutti ricordiamo quel fantastico ITM conquistato al main dell'anno scorso che ti ha lasciato pure spazio per sognare un braccialetto. Con che spirito Paolo si avvicina quest'anno alle World Series of Poker e quali cose dell'esperienza fatta l'anno scorso si porterà con sè a Las Vegas per tentare di far meglio?

L’ anno scorso non ho lasciato nulla di intentato ed è stata veramente un’esperienza fantastica. Dopo aver centrato l’ ITM avevo proprio l’impressione che quei momenti potessero scrivere la storia del poker italiano e infatti per un altro amico italiano è stato veramente così. Tutti hanno seguito l’impresa di quel gruppetto di italiani che si avvicinavano all’obiettivo principale con alterne fortune. Viverla in prima persona è stata un’esperienza unica e appagante.
Quest’anno ho semplicemente il desiderio di riprovare quelle emozioni e parto con la dovuta umiltà ma con la consapevolezza di poterci riuscire. L’anno scorso sono arrivato al giorno 5 e penso di saper affrontare questa maratona con il giusto approccio. Le giornate non sono massacranti perché si giocano pochi livelli ogni giorno. E’ quindi fondamentale commettere il minor numero di errori possibili e rimanere sempre concentrati al massimo. La struttura del torneo consente di superare anche piccole sfortune che possono capitare lungo il percorso.

Ti vediamo spesso presente nei circuiti italiani e ci piacerebbe conoscere i tuoi programmi per la prossima stagione pokeristica. Dove ti vedremo impegnato e in base a cosa hai effettuato le tue scelte?

La nuova stagione mi vedrà ancora impegnato nei vari circuiti italiani. Un programma preciso non l’ho ancora stilato in quanto l’offerta è ormai molto ampia e decido di mese in mese anche in base ai miei impegni personali. Sicuramente avrò un occhio di riguardo per i tornei più giocabili a livello di struttura. Ho notato che negli ultimi tempi lo sforzo degli organizzatori va proprio in questa direzione.

Ne abbiamo parlato anche con altri tuoi compagni di team, ma ci piacerebbe conoscere anche le tue impressioni in merito all'introduzione dei nuovi buyin fino a 250€.

Premesso che penso sia ancora presto per dare giudizi definitivi, ritengo che sia un’opportunità per tutti. I regular riusciranno a raggiungere i loro obiettivi più velocemente, i responsabili delle piattaforme hanno l’opportunità di organizzare tornei più ricchi e anche i satelliti per gli eventi live saranno più equilibrati. I giocatori in genere ora hanno più scelta.

E' imminente pure l'arrivo del cash game, come consigli di approcciare a questa nuova specialità e quale pensi sia un punto cardine dal quale assolutamente non astenersi?

La presenza del cash arricchirà ulteriormente l’offerta e sarà un passo importante. A questo punto ognuno dovrà farsi un esame di coscienza sulle proprie capacità e soprattutto essere guidato da una rinnovata disciplina. Ogni giocatore dovrà capire in altre parole quale è la propria indole principale e quali tipi di poker gli si addicono di più. Non è detto che il cash rientri tra questi. Consiglio di approcciarsi a questa disciplina considerando un bankroll separato da quello dei tornei e dei sit.

Quali pensi siano le caratteristiche che portano un giocatore a diventare interessante per una poker room ai fini di una sponsorizzazione?

Il mercato del poker è in continua e rapidissima evoluzione e di conseguenza anche il tema della sponsorizzazione non è esente da questi rapidi cambiamenti. In questo momento posso sostenere che quasi esclusivamente tramite un grande e quotidiano ‘lavoro’ di gioco on line si possa raggiungere una notorietà e l’appeal necessario per poter ambire a una sponsorizzazione che permetta successivamente di partecipare e di farsi apprezzare anche nei live.

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