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L’Ept di Sanremo è oramai l’evento pokeristico dell’anno, non solo in Italia ma anche in Europa. Con i suoi 1270 iscritti rappresenta il record di giocatori per una singola manifestazione in Europa ed anche sotto il punto di vista qualitativo ha raggiunto livelli veramente di eccellenza.
![]() Per questo motivo ho deciso di partecipare per la prima volta in vita mia ad una manifestazione dell’EPT, anche se il NLH in MTT non rappresenta il mio A Game valeva sicuramente la pena provare un’esperienza simile. Mi sono iscritto il day 1 B, al tavolo 38 posto 8. Tutti i tavoli inizialmente erano da 10 persone, numero che consiglia un gioco molto più chiuso dato la più alta probabilità di scontrarsi contro mani premium, d’altronde la struttura di gioco è così deep nelle fasi iniziali da offrirti delle implied odds notevoli, quindi l’optimum sarebbe di miscelare sapientemente le proprie mani di partenza, non investire troppo con mani trappola tipo AQ-AK o JJ, pot controllare e attaccare quando si hanno in mano i nuts. Con questa filosofia ho giocato tutto il mio day 1 portandomi fino alla buona quota di 46K; sono molto soddisfatto di come ho giocato i primi 8 livelli dato che il mio tavolo era veramente impegnativo, pieno di stranieri che 3bettavano o 4bettavano continuamente . Era evidentemente un livello superiore rispetto a quello a cui siamo abituati a giocare qui in Italia; tutti gli scandinavi o anglosassoni con cui mi sono trovato a giocare interpretano alla perfezione il gioco miscelando slowplay e aggressività, arrivando sempre per primi alla soglia di committement e lasciandoti quindi ad affrontare sempre scelte difficili. Purtroppo durante l’ultimo livello ho perso metà del mio stack con due colpi, in una apro con JJ e mi trovo due call e cbetto su un flop basso trovando ancora due call, il turn parifica il board ma insospettito decido di checkare facendo bene dato che avevano uno trips e l’altro full. Nell’altra mano invece chiamo una 3bet fuori posizione con AJs un errore abbastanza grave dovuto credo alla stanchezza che mi aveva preso negli ultimi momenti. Purtroppo quando i bui crescono ogni mossa deve essere misurata con estrema precisione, basta perdere un attimo il controllo ed eccoti scendere all’improvviso, così mi sono ritrovato alla fine dell’ultimo livello con 20k chips; dovremo lavorare anche su questo. Il giorno dopo pero’ ritorno abbastanza carico e fiducioso e nel giro di poche mani triplico lo stack iniziale; in una squeezo con AK di fiori un raise da UTG ed un call, nell’altra invece coolero un giocatore francese con AA contro KK ed arrivo quindi a 58K. Da lì’ riparto abbastanza fiducioso e tranquillo, non mi faccio coinvolgere in piatti grossi favorito anche dalle cattive carte che avevo ma non riesco nemmeno a trovare il cambio di marcia che mi serviva. Il nuovo tavolo dove mi spostano è ancora più duro dei precedenti, c’è Ruthenberg il vincitore di Barcellona, altri 3 giocatori che vantavano un Final Table e nessun italiano, non fortunata come sorte insomma. Resisto comunque e mi porto fino a 85K outplayando Ruthenberg in una mano in cui lui min raisa da btn e lo sb calla ed io anche con 9Ts (per inciso, si puo’ anche squeezare qui, ma nn me la sono sentita). Su un board 9 High io pusho e lui instacalla con 77, mossa credo giusta contro field straniero ma non contro di me . Nel frattempo sono stati eliminati oltre 1000 persone e mi trovo a 70 posizioni dai premi con uno stack abbastanza buono, sto cercando il colpo pero’ che mi porti ai vertici del chipcount e che soprattutto mi consenta di giocare la bolla come piace a me. Non sono venuto all’Ept per piazzare una bandierina, sono venuto per fare una grande prestazione e cercare il tavolo finale, so che devo prendere dei rischi e devo aspettare la situazione adatta. Si presenta quando da late un francese mi raisa, io di BB spillo 99 ed ho 83K, lui 120K, nel piatto ci sono 13K, decido di provarci ho una mano forte che gioca bene contro il suo raise da late, credo di avere parecchia fold equity e sono disposto anche a giocare il Flip. Pusho e lui instacalla, credo di essere sotto a quel punto ma lui mi gira AK, eccolo il flippone che aspettavo, se vinco vado quasi a 200k se perdo sono fuori. Purtroppo sono fuori, un malvagio K mi condanna all’uscita prematura ma questo è il poker purtoppo e per fortuna. Io sono personalmente sempre più contento di come sto giocando, è la quinta volta di seguito che raggiungo il day 2 e la seconda che mi qualifico nel primo 15% dei giocatori, rispetto agli inizi della mia carriera live i passi avanti sono notevoli. Sono fiducioso che i risultati stanno per arrivare, forse già dalle WSOP i prossimi eventi ai quali parteciperò, lo sapete tutti che il Braccialetto rimane il mio sogno… |
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