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Il 2010 si apriva con l’ appuntamento dell’ Italian Poker Tour a Ca’ Noghera (Venezia).
Tra i vari tornei in programma nello ‘schedule’ decidevo di affrontare il side event da 1.100 che si svolse il 16 e 17 gennaio. Risultarono poco più di un centinaio i giocatori iscritti a questo evento e, anche se i riflettori erano puntati sul main event, questo torneo risultava interessante in quanto garantiva una buona giocabilità e comunque un pay out interessante.
Mi trovavo al tavolo con molti giocatori giovani e preparati che sembravano giocare quasi a memoria inseguendo ‘canovacci’ già prestabiliti che in un sit & go avrebbero senz’ altro ‘calzato a pennello ’ ma che in un torneo presentavano senz’ altro qualche punto di criticità.
Faccio questa premessa perché il mio si rivelerà, purtroppo, un torneo molto anonimo nel quale, persi due scontri iniziali di una certa importanza entrambi al river, avevo cercato, per un lasso di tempo piuttosto lungo, di trovare la mano giusta per riportarmi in partita, vivendo nel contempo una paziente attesa che alla fine non aveva dato tuttavia i frutti sperati.
Durante questo periodo di quasi inattività dedicata più che altro allo studio degli avversari cercavo di riflettere su un tema che mi sta accompagnando ultimamente in uno sforzo personale di trovare un gioco più efficace ora che il processo di cambiamento delle dinamiche di gioco sembra aver preso una notevole accelerazione nella direzione di una condivisa, ma, a mio parere, un po’ esagerata aggressività.
In altre parole sono settimane che sperimento, soprattutto on line su tavoli Sisal, approcci di gioco leggermente rivisti per affrontare tornei multi tavolo in modo più efficace e premiante.
Lascerò perdere ulteriori considerazioni sul side event per condividere con voi alcuni spunti che potrebbero sembrare da certi punti di vista ‘impopolari’.
Una regola conosciuta suggerisce di giocare aggressive in un tavolo tight e viceversa.
Un’ altra regola suggerisce di adattare il proprio gioco alle varie fasi del torneo.
L’ aggressività ‘forzata’ che spesso mi capita sempre più di riscontrare in molti giocatori è sbagliata anche se molto di moda. Bisogna sforzarsi di trovare un gioco personale e non standard che sia sempre aggiornabile ed efficace e mai scontato.
Seneca sosteneva come non ci sia vento favorevole per chi non sa in quale porto vuole arrivare.
Quindi Ss avrò la fortuna dalla mia parte in qualche occasione, come sfrutterò l’ onda positiva se non so esattamente dove sto andando?
Ecco forse la necessità di avere idee molto chiare sul comportamento da tenere.
Ho volutamente riempito la tela di questo post con macchie di pensiero e di riflessione come se ragionassi a voce alta ma vorrei concluderlo confidandovi i cambiamenti base apportati al mio gioco in torneo:
Un’ attenzione quasi maniacale per il fattore posizione
Un oculato e attentissimo uso del controllo del piatto
Un rinnovato sforzo continuo di giocare sulle debolezze dell’ avversario
I risultati nei multi tornei Sisal per ora mi hanno premiato concedendomi un eccezionale R.O.I. del 98% su quasi 300 tornei giocati.
Non mi resta che attendere riscontri live nei tornei che giocherò in questo 2010 in cui auguro a tutti di trovare il proprio gioco personale e vincente.
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