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Quante volte abbiamo assistito ad esultanze esagerate e scomposte nella fase in cui si decretava l'eliminazione dell'uomo bolla in un importante torneo? E' un momento di festa che sembra coinvolgere tutti ed in queste occasioni nessuno si accorge del fatto che la festa è per tutti tranne che per il bubble man. E' un pò come esultare per una disgrazia altrui e di certo, a mente sgombra, si può affermare che sia un atteggiamento per certi versi riprovevole, nel finale del blog torneremo sull'argomento.

Nell' European Master of Poker che ha fatto visita a Campione d' Italia il 28 29 e 30 maggio 2010, l' esperienza di uomo bolla è, purtroppo, capitata proprio a me.
E' stato un torneo veramente bello e ben organizzato al quale hanno preso parte ben 387 giocatori per lo più provenienti dal nord europa. I tavoli erano un misto quindi di italiani e nordici che a mio avviso è stato interessante giocare per capire il loro diverso approccio al gioco.
Mi sono concentrato quindi sulla differenza tra il gioco degli italiani ed il loro soprattutto perchè nel corso della stagione pokeristica siamo stati accusati di aver un gioco non all' altezza in ambito internazionale.
Probabilmente dietro queste affermazioni si nasconde un fondo di verità.
Il bravo giocatore nord europeo prova a prendersi tutti i vantaggi possibili ed anche se ad un esame sommario sembra rischi spesso l'osso del collo, in effetti posso tranquillamente affermare che in ogni momento è consapevole perfettamente di ciò che sta facendo e di conseguenza in effetti rischia spesso meno di noi italiani.
I migliori di loro faranno un grande gioco preflop, un grande gioco post flop, non avranno fretta di chudere la mano, non avranno paura di essere scoppiati e giocheranno anche turn e river al meglio. Le loro mosse saranno sempre dettate da un approccio intelligente e spesso efficace.
Potreste pensare che mi sia improvvisamente innamorato di questo tipo di giocatori dopo queste affermazioni. In realtà, giocarci per molte ore insieme, mi ha solo aiutato a focalizzare questi aspetti.
Cosa dovremmo fare allora noi italiani? Premesso che si sta parlando come tendenza generale affinchè possiamo tentare di migliorare mediamente il nostro gioco e conseguire migliori risultati in campo internazionale, ritengo che dobbiamo prenderci proprio questi vantaggi sui giocatori ritenuti più deboli e quindi giocare con più attenzione, più coraggio e più intelligenza alcune fasi di gioco.
Parlando ora del mio personale torneo, dopo un giorno 1 nel quale ero riuscito a chiudere al massimo di giornata con 47.800 pezzi, si prospettava un day 2 nel quale ci sarebbe stata chiaramente ancora moltissima strada da percorrere con 109 giocatori rimasti di cui 45 sarebbero andati a premio.
Dopo un inizio favorevole mi ero riuscito ad attestare tra le 70.000 e le 90.000 chips. La struttura del torneo cominciava però un pò a collassare e rimasti in 70 avevo perso un pò di terreno essendo card dead.
Sul finale di serata mi ero trovato cortissimo ed addirittura in all in obbligato proprio in zona bolla quando mi capitava di perdere lo spot decisivo con k5 a cuori contro 89 a picche che prevalevano aiutati da un 8 nel board.
Sicuramente mi è rimasta molta amarezza ma sono tornato a casa parzialmente contento di un piccolo particolare.
Nel momento dello show down percepivo in maniera netta la sensazione che molte delle persone che si erano assiepate per gustarsi il momento decisivo, seppur si trattasse di giocatori interessati direttamente alla mia eliminazione, stavano facendo il tifo per me e, al momento del verdetto quasi hanno avuto da ridire contro il giocatore che mi aveva eliminato.
Questo atteggiamento mi ha molto stupito. Penso sia raro che una cosa del genere succeda ai tavoli soprattutto quando in gioco c'è un giocatore sponsorizzato, che già di per sè, suscita invidie e spesso qualche antipatia di troppo.
Ora mi congedo rimandandovi alla prossima avventura pokeristica.
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