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Il blog di Maurizio Guerra

IPT di Venezia, Luglio 2010

Inserito il 06/08/1006 ago 2010 in Eventi Live da Maurizio Guerra.

Venezia Venezia…

Città unica al mondo, ispiratrice di passioni e creazioni, unica e inimitabile…


Tutto questo è Venezia ed anche di più: purtroppo l’ultima tappa dell’Ipt non si è svolta nel solito Casino’ di Ca’Vendramin, immerso nel cuore della città, ma in quello di Ca Noghera, a pochi Km dall’Aeroporto Marco Polo. Una cattedrale nel deserto è sicuramente un titolo che rende giustizia a questo enorme Casino costruito nel nulla.
L’unica cosa che si puo’ fare è quindi giocare a Poker e a questo io e miei compagni di Team ci siamo preparati: per la prima volta da Vegas eravamo presenti in 6 ad uno stesso evento ed è stato bello rivedersi e scambiare chiacchiere con tutti loro. Dopo più di un anno insieme oramai abbiamo costruito un rapporto molto unito e bello e devo ammettere che fino a quando non inizieranno ad arrivare risultati per me la parte migliore delle trasferte rimarranno gli incontri con i miei amici.
Risultati negativi sì, sono qui per l’ennesima a volta a raccontare di un mio insuccesso e mi sono quasi stufato oramai  Nonostante il tempo passato a studiare gli MTT, le ore passate con la community a parlare di mani, nonostante anche uno specifico allenamento per migliorare le mie prestazioni Live comunque il mio tabellino continua a segnare uno sconfortante segno meno.
Ma il professionismo è anche questo, reagire agli eventi negativi, continuare ad avere fiducia e mirare ad automigliorarsi, io sono sicuro che prima o poi i successi per me arriveranno.
Per questa tappa onestamente non ero molto fiducioso, venivo dall’ultimo fine settimana di Saint Vincent dove nonostante avessi giocato un ottimo poker ero comunque uscito  fuori dai premi in tutti e due i tornei, vittima di cooler o miei errori di valutazioni ancora non so…
Sono stato sorteggiato al tavolo 10 posizione 3, mi è apparso subito un buon tavolo con due stranieri, due giocatori italiani abbastanza buoni che conoscevo ed il resto giocatori sconosciuti. Come al solito ho impostato una strategia di tipo conservativo, entravo in pochissimi piatti, selezionavo le mani di partenza e cercavo di concentrarmi su chi del tavolo potesse darmi qualche chips.
In questa maniera sono arrivato al 7 livello senza problemi, avevo 27K dai 20K iniziali, avevo il rispetto del tavolo e sentivo di poter condurre un buon torneo. Poi due mani incriminate: nella prima faccio la mia prima giocata spewy ( sprecona lett.) da un anno a questa parte credo, vale a dire chiamare un raise con T2 di quadri dal Bottone. Non so se si è impossessato lo spirito di Doyle Brunson che con quelle carte ha vinto due campionati del mondo oppure ero convinto di poter rubare facilmente il piatto dato che l’oppo che aveva rilanciato era un giocatore abbastanza passivo e leggibile, fatto sta che dopo il mio call il flop recitava:    


Ts   3d    2c


Per una mia doppia coppia ed un progetto di colore backdoor: come previsto il mio avversario ha checkato ed io ho bettato circa mezzo piatto seguendo quello che era comunque il mio piano originario. Lui fa call: a questo punto l’ho messo su una coppia inferiore, su un Dieci debole che voleva pot controllare o su due overcard. Turn:

 

9d


Un ottima carta per me, salvo un eventuale 99 per lui, dato che ora oltre alla doppia c’era anche il flush draw a quadri. Io betto poco più di mezzo piatto e lui mi chiama ancora. River:
            6h
E lui checcka ancora: a questo punto sono abbastanza sicuro di essere davanti, non credo possa avere 99 o 66 e checkare ancora, puo’ avere 45 ma non mi sembrava il tipo da rilanciare con quelle due carte da MP2, certo il fatto che avesse chiamato anche turn un po’ mi insospettiva ma a quel punto poteva anche avere QQ o JJ giocato in pot control, decido quindi di valuebettare la terza strada e con soddisfazione lo vedo dichiarare il call. Con mia somma sorpresa mi gira T9 suited, per una doppia coppia chiusa al turn giocata a mio parere veramente male.


Questa mano mi ha fatto veramente male, sia perché ero sicuro di averla vinta e di avere già quasi 40K chips sia perché è stata frutto di una chiamata preflop che non faccio mai,quella con mani trash.
A questo punto pero’ avevo ancora 15K, niente era perduto dato che i bui erano ancora bassi e senza perdermi d’animo continuo a giocare fino a quando ricevo una coppia di 8 e decido di aprire da Early: ricevo due call, da un giocatore deep e da uno short. Il flop è per me buono dato che recita:


2d 3d 9c


Una sola overcard meritano una continuation bet da parte mia: mi chiama solo il giocatore short. Quel tipo di giocatore giocava di tutto, in precedenza lo avevo visto chiamare due street con AQ e nulla sul board, quindi era abbastanza difficile metterlo sul range. Al turn sorpresa, esce un 8 di quadri. Ora la situazione si complica, il mio avversario puo’ avere chiuso colore ovviamente, ma io ho un tris e posso ancora migliorare. Contro quel tipo di avversario poi non posso basarmi sulla possibilità peggiore per determinare il suo range, devo affidarmi a tutte le info precedenti ed io sapevo che giocava un range molto largo e che poteva avere tranquillamente un 9x conx di quadri, ma anche un 2 o un 3 con carta di quadri, così come il nulla cosmico. A malincuore decido di committarmi nel piatto, investendo tutto quello che avevo. Lo faccio checkando, dato che avevo ancora 13K dietro e non potevo overbettare così tanto, quello che spero è che sia lui a puntare così posso mandare i resti. Mossa rischiosa ovviamente, dato che gli lascio la free per chiudere il suo progetto, lui pero’ decido di puntare ed io dopo qualche cattivo pensiero in testa mando i resti. Lui snappa e mi gira KT di quadri, per un colore chiuso ed io mestamente vedo scendere al river ancora una quadri che non paira il board e che mi manda sostanzialmente a casa…
Rimpianti o recriminazioni?


No, sinceramente no. Sono fiero del fatto che in game sono stato in grado di elaborare lucide strategie e di attingere ad informazioni precedentemente carpite, poi sono stato vittima di mani cooler, forse rischiando di meno potevo salvare  porzioni di stack ( potevo checkare river nella prima mano e solo chiamare turn nella seconda) ma resta il fatto che ho preso delle decisione complesse in gioco che avevano l’obiettivo di massimizzare la mia aspettativa di vincita.
Questa volta è andata male pero’ la prossima… :-)

 

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