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La mia setttimana all’ICP non partiva sotto i migliori auspici.
Infatti arrivati a Genova abbiamo scoperto che la mia valigia era stata l’unica ad essere smarrita, mentre arrivati a Sanremo abbiamo scoperto che la mia prenotazione all’Hotel era stata di nuovo l’unico a non essere stata ricevuta.
In questi casi le scuole di pensiero sono due:
1)Accumuliamo tutta la sfiga in real life per poi spaccare tutto in game
2)Rassegnati questa settimana ti andrà tutto storto
Ovviamente essendo un inguaribile ottimista mi sono attaccato alla prima ipotesi come un koala all’ultima foglia di eucalipto rimasta al mondo e mi sono approcciato al mio torneo con assoluta fiducia.
La struttura era meravigliosa, 30K di stack bui di partenza 25-50 e livelli da un’ora, credo in assoluto il Top in Italia fino ad oggi.

Nei giorni precedenti avevo calcolato che potevo giocare ultra tight per i primi 6 livelli ed avrei avuto ancora tantissime possibilità di gioco. Il bello delle strutture così deep è appunto la possibilità di poter interpretare il gioco con stili assolutamente diversi, si puo’ giocare Lag fino al Maniac e Tight fino al Nitty, tanto la pressione dei bui ci metterà parecchio a farsi sentire.
Per questo motivo ho deciso di interpretare il mio torneo con un approccio small ball, rilanciando quasi sempre x 2,3 ed un filino più chiuso rispetto a quanto faccio abitualmente. Il motivo era il livello davvero alto del mio tavolo e soprattutto la mia posizione relativa rispetto ad alcuni giocatori. Infatti avevo alla mia immediata sinistra Michele Slama Saad e Max Pescatori che sapevo avrebbero reso il mio gioco estremamente difficile.

Passo le prime due ore al tavolo televisivo, avrei preferito maggiore tranquillità i primi due livelli dato che in genere li impiego per studiare i miei avversari ma è stata sicuramente un’esperienza divertente, da riprovare presto magari in occasione di un tavolo finale .
Il mio torneo procede senza sussulti particolari, come è tipico dell’approccio small ball, poche mani da raccontare, qualche piccolo piatto preso che mi permette comunque di arrivare intorno ai 35K.
Intorno al sesto livello, quando già erano state introdotte gli ante capita la prima mano chiave del torneo. Mauro Stivoli, fortissimo player romano già campione del mondo Hu, rilancia da Mp1 ed io di Bottone spillo AKs. In quel momento lui ha 15K, posso 3bettarlo e generalmente lo faccio, ma in linea con il basso profilo che avevo deciso di tenere per tutto il day 1 mi sono limitato a fare call. A quel punto Pescatori da Sb squeeza a 6K e Stivoli risponde con un push. Ho pensato veramente a lungo su questa mano, nessuno dei due avversari mi copriva, se avessi perso il colpo sarei andato a 19K se lo avessi vinto sarei andato minimo a 59k (in caso di Fold del Pesca) o più. Decido che è arrivato il momento di giocarmi il primo flip del torneo e pusho i miei rimanenti 33K. Pesca sorpreso decide di foldare i suoi 8 e rimaniamo in Hu, io Aks Stivoli TT. Il Flop presenta subito un Asso ma anche 3 carte suited a picche e il turn chiude il suo colore rendendomi Drawing Dead.
Molto dispiacere ovviamente per avere perso un’occasione per andare realmente deep e dare una svolta al mio torneo ma si sa che per vincere i tornei bisogna vincere i colpi. A conferma nella mano immediatamente successiva mi trovo di nuovo in all in e di nuovo contro Stivoli, questa volta il mio AK è al 75% contro il suo AT ma ancora una volta non vinco il colpo! A onore del vero non lo perdo nemmeno dato che splittiamo al river, ma comunque un’altra occasione persa. Per fortuna poco dopo riesco a vincere un flip che mi riporta tra i vivi, i miei 99 tengono contro l’AT di Roberto “Sniper” Pompei e torno quindi intorno ai 30k .
La seconda mano chiave arriva intorno all’8 livello. Nel frattempo mi hanno cambiato di tavolo, io sono a 20K con i bui 500-1000. Giocare con 20 Bb è estremamente difficile, ogni scelta comporta il rischio di giocare l’intero stack, ma un approccio attendista potrebbe renderti troppo short e farti perdere Fold Equity. Personalmente io non pusho mai 20Bb, preferisco comunque aprire e rivalutare l’action, consapevole che questo stack è anche suscettibile di resteal.
Ed è proprio ad un resteal che ho dovuto far fronte quando con KQs ho deciso di aprire da Cut Off: Meoni che in quel momento aveva 15K circa decide di pushare il suo Small Blind ed io devo decidere cosa fare. Qui la valutazione è stata veramente complicata, le Pot Odds offerte erano 3:2 quindi avevo bisogno che la mia mano lavorasse al 40% contro il suo range. Ora io leggo spesso i vari blog in giro per la rete, e ricordavo di una mossa di Meoni che provo’ a pushare il suo Bb contro oppo che apriva da Late; Meoni era in steal, se non ricordo male aveva due
,
e cosi via. ovvero una mano suited cioè due carte dello stesso seme e connector cioè carte di valore vicino." href="#_">suited connector, Oppo era invece gonfio.
Questa valutazione implica che devo mettere nel range del mio avversario anche una serie di mani che la mia mano domina: quindi l’ho messo su 22+, A7s+, A9o+, Kts+, KJo+ più un 10% in Bluff. Dopo avere fatto questa valutazione ho cercato di ragionare in ottica strategica, foldando andavo a 18k con i bui che presto sarebbero saliti e trovandomi quindi in situazione di push fold; chiamando e vincendo sarei tornato a 35K in una situazione estremamente più confortevole . Ho deciso di rischiare e mi è andata bene dato che l’ho trovato nel suo bottom range, vale a dire T8s, ed ho vinto il colpo anche se con qualche patema.
Termino quindi il day 1 a 35K
La mia strategia per il day 2 è stata delineata di fronte ad un cappuccino e cornetto insieme ad Andrea Piva al mio tavolo non c’era nessuno stack deep, il massimo era 60K, io potevo permettermi quindi di restealare abbastanza light ma avevo prima bisogno di capire su chi lo potevo fare. Pertanto il primo livello sarebbe stato di studio ed il secondo che raddoppiava gli ante sarebbe stato il momento dell’attacco.
Alla mia immediata destra avevo Canfailla short, con circa 10bb, la cosa non mi piaceva dato che sapevo che lui gioca bene in questa situazione non avendo paura di metterle dentro con air totale. Passo quindi per tutto il primo livello e mi trovo a circa 30k quando sul mio BB passano tutti tranne il Canfa che pusha il suo small. Io spillo A5, una mano non eccelsa ma nemmeno da buttare.
Come al solito mi rituffo nei miei ragionamenti sia tattici che strategici e decido di chiamare convinto di essere sopra. In effetti il mio avversario mi gira 48off ed io parto abbastanza davanti, soprattutto dopo che la prima carta del flop è un Asso. Ma eccolo un 8 sul flop che mi da’ un po’ di tremarella e poi turn…. Un 4 sì, che gli permette di chiudere doppia e di battermi. Momento sicuramente sick, mi trovo da quasi 50K a 15k, ma that’s Poker, mai arrendersi bastano una chip ed una sedia.
Ora sono io lo short e per me il gioco è più facile ora, o Pusho o Foldo, devo solo aspettare le carte buone o la posizione adatta per farlo. Nemmeno il tempo di ragionare pero’, dopo solo un’orbita stessa situazione di prima, il Canfa mi pusha dallo Small, io sono di Big con A9 e callo no brain. Lui mi gira A7 e questa volta mi tiene la mano e mi ritrovo sempre lì a 30K.
Un torneo di sofferenza insomma.
Mi cambiano tavolo per la quarta volta e questa volta non sono fortunato, sono ad un tavolo con parecchi Deep, fra cui il Capitano Dario Alioto, Alex Longobardi, Andrea Benelli, tutti giocatori molto forti e aggressivi. La penuria di carte mi costringe a foldare e ad accorciarmi fino a quando non vedo finalmente un AT, i bui erano 1k-2K ed io ho 22K. Siamo in un tavolo da 6 e Alex rilancia da Early; decido di pushare ma purtroppo sono dominato dal suo AQ e il mio torneo finisce lì. Piccola nota di colore, il dealer aveva sbagliato a dare carte ed aveva girato un 9 che era la carta che avrebbe dovuto ricevere il mio oppo. Al posto di quella ha ricevuto una Q, piccola differenza che mi è costata il torneo ma anche questo è poker…
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