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Il blog di Maurizio Guerra

Gioie e dolori di un torneo

Inserito il 06/08/0906 ago 2009 in Eventi Live da Maurizio Guerra.

Un torneo è caratterizzato da tendenze,se positive o negative dipenderà dagli avvenimenti precedenti e da alcune mani cruciali. Nel mio torneo i momenti cruciali sono stati 3. Ma prima una breve premessa: per questo Ipt, data la struttura che permetteva alta giocabilità fino al 6-7 livello avevo deciso di mantenere un profilo basso, non entrare in moltissimi piatti e non immischiarmi in piatti grossi se non con grosse mani.
L’occasione si è presentata subito, dopo solo 5 mani ricevo



Ah Ac



da Btn e dopo 2 limp rilancio per 5Bb. Mi chiamano lo sb e gli altri due limper, la situazione non mi piace molto, ma ho posizione ed una mano forte e so pot controllare quindi non sono particolarmente preoccupato. In caso di resistenza avrei mollato rapidamente le mie carte data la mia strategia. Il flop è pero’ amico:



As 2h 4h



Floppo quindi top set e ci sono pericoli di Flush draw e di scala. Betto 750 su un piatto di mille ed incredibilmente vengo chiamati da tutti e 3 i miei oppo. A questo punto posso metterli su progetto di scala e di colore e quindi attendo un blank al turn per sparare un secondo proiettile bello pesante. Ma il turn è:


               
3c



Ovviamente non è ancora certo che gli altri abbiano scala, ma di certo non è una carta che mi ha fatto piacere vedere. Lo Sb betta out di 900, Mp rilancia a 1.800, a questo punto sono abbastanza sicuro di essere sotto e sto anche per foldare, dato che ho paura che lo Sb possa reraisare; la mia mano pero’ è ancora nascosta bene e in caso di full penso che potrei guadagnare un bel po’. Quindi chiamo così come chiamo lo Sb, meno male.
River è una bruttissima



Qc



Che non chiude il mio full. L’oppo da Mp betta 2.800 su un piatto di più di 7K, un’ovvia value bet ed io foldo con un po’ di rammarico. Soprattutto perché lo Sb chiama e gira coppia di 2, per un set che non è stato capace di foldare. La mano mi ha fatto tiltare un po’, non solo per le chips che ho perso ma soprattutto per quelle che non ho vinto. Un set overset è un evento raro che quando capita finisce inesorabilmente per costringere i due avversari a mettere dentro i resti. Invece lo sb ha slowplayato il suo punto, a mio parere sbagliando dato i pericolosi draw che presentava il board. Ma il suo errore è stata la sua salvezza dato che se avesse rilanciato saremmo finiti ai resti e lui avrebbe perso tutto ed io avrei fatto Douple Up dopo pochi livelli.
Dopo questa mano ho galleggiato per i successivi 6 livelli senza trovare mai lo spazio per allargarmi, il tavolo era davvero tight e nessuno regalava chips. Fino a quando però un avversario che avevo preso di mira e a cui rilanciavo tutti i bui si è fatto prendere da frustazione ed ha reraisato fuori posizione una mano marginale come 

 

Ac  Td.

 

Io ero di cut off con

 

6s 8s

 

ed ho deciso di provare a flattare visto che il mio oppo non stava giocando al meglio e poteva regalarmi chips.
Il flop è da sogno:



Th 7h 9d



E lo è ancora di più la sua puntata, cioè un all in di 14K su un piatto di 4K confermando la mia opinione che avrebbe potuto sbagliare. Come detto lui mi gira AT, la mia scala regge subito e da lì ricambia l’inerzia del torneo.
Una successione di mani vincenti mi porta alla fine dell’8 livello ad avere 80K chips. A quel punto dopo  8 ore di gioco decido di tirare un po’ i remi in barca, ero molto stanco e non avevo più la lucidità di fare le scelte giuste, avevo deciso di preservare il mio stack e di sfruttarlo il giorno dopo quando saremmo entrati in  zona bolla e il volume dello stack avrebbe contato molto.

 

 


Invece proprio verso la fine della giornata ricevo un KK che rilancio da Cut off, lo Sb un giocatore short decide di mandare all in ed io instacall. Il piatto è di 40K se lo vinco arrivo ad oltre 100K e sono messo molto bene per il day 2. Invece una Q al turn mi fa perdere tutto portandomi a 60K, uno stack molto difficile da giocare dato che a quel punto non ero né short né deep.
Questa credo sia stata l’ultima mano cruciale perché il giorno dopo ho giocato pochissime mani, non avevo margine per stealare dato che alla mia sx avevo solo short con meno di 20K e pertanto dovevo abbastanza restringere il mio range, ed alla mia dx avevo giocatori deep che giustamente bullavano il tavolo. Se avessi avuto il mio stack di certo non glielo avrei permesso.


Ho resistito per 5 livelli ancora, fino a quando con 94 giocatori left, a 30 dalla bolla, ho provato a giocarmi il coin flip pushando il raise di un giocatore alla mia dx. Io avevo AQ lui TT, vincendo quel colpo tornavo sopra i 100K, purtroppo questa volta non era il mio lato della monetina.
Sono comunque soddisfatto, la mia confidenza con i tornei di texas sta aumentando e sto migliorando anche l’aspetto della tenuta, adesso si deve solo migliorare e cercare di vincere tutte le volte che parto da sopra e qualche flip magari :D:D:D

 

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