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Questo mese erano due gli appuntamenti importanti che il team Sisal doveva affrontare: il torneo di beneficenza a Roma e la terza tappa dell’Ipt a Sanremo. Dopo avere attentamente valutato le varie alternative di viaggio, treno aereo macchina io e il mio compagno di team Andrea Piva decidiamo di partire da Bari con la sua nuova cabrio. Ovviamente la scelta peggiore dato che sciropparsi 1.100 km prima di giocare un torneo non è sicuramente la maniera migliore per prepararsi, ma si sa che noi Pro prendiamo le scelte Ev+ solo nel game, in real life siamo dei veri interdetti :D.
A Roma abbiamo trovato una situazione veramente piacevole, oltre duecento persone si sono presentare all’Ombra del Colosseo, una bellissima manifestazione organizzata dall’amico Stefano Fiore, uno dei primi giocatori italiani a cimentarsi nel texas holdem nonché abile imprenditore. Lo scopo della manifestazione era soprattutto quello di poter fare beneficenza verso una Onlus di Aquila: su ognuno dei componenti del team c’era un bounty di 1.5k euro devoluto da Sisal all’Onlus fino a raggiungere la cifra di 10K, una somma che speriamo possa contribuire a migliorare la situazione di quella regione bellissima e così sfortunata.
Il mio torneo è durato abbastanza poco dato che al 4 livello ho giocato un combo draw (progetto di colore + progetto di bilaterale) ma non ho hittato nessuno dei miei numerosi outs e subito dopo ho perso un flip con 66 contro AK e K al river. Ma comunque lo spirito era quello di partecipare e divertirsi e devo dire che ci siamo riusciti in pieno.
Il giorno dopo ci siamo poi mossi in direzione sanremo, purtroppo all’appello mancava il caro Gabriele “Galb” Lepore vittima di una fastidiosa febbre che gli ha impedito di muoversi il giorno della partenza, runni veramente bad Galb, “mai una gioia” .
Ed eccoci quindi arrivati, il team Sisal quasi al completo; per la prima volta in una manifestazione italiana c’era anche il Capitano, Dario Alioto ed abbiamo festeggiato l’occasione con un ottima cena tutti insieme.
Il giorno dopo, alle due ci siamo presentati per l’inizio del torneo carichi e motivati; io sentivo vibrazioni assolutamente positive ed infatti nelle prime due ore di gioco ho avuto il rush di carte credo più fortunato della mia vita. In serie ho avuto, TT, KK, AA rilanciandoli e trovando due set ed addirittura un quads e poi ho chiamato un raise con 22 floppando ancora set. Non ho calcolato la probabilità ma credo che sia veramente una cosa rarisssima. Purtroppo il rush non mi ha portato praticamente benefici dato che la 4 mani in totale mi hanno consegnato poco piu’ di 2K chips, una cifra veramente ridicola dato che lo stack di partenza era di 20K . Oltretutto ero in un tavolo davvero loose, dove la maggior parte dei giocatori andavano a vedere grossi piatti con mani marginali e anche con second pair andavano fino alla fine. Contro di me invece hanno SEMPRE foldato alla mia continuation bet; bisogna avere fortuna non solo nel trovare il flop giusto, ma anche l’avversario disposto a pagarti.
Alla fine del terzo livello mi hanno cambiato di tavolo e da quel momento in poi non ho più visto carte giocabili. Il nuovo tavolo non mi piaceva per niente, alla mia destra avevo due ottimi giocatori che mettevano costantemente pressione mentre alla mia sx avevo due giocatori abbastanza chiusi che non mi hanno mai dato action quando riuscivo a rilanciare sui loro bui. Mi sono sentito molto chiuso e mentre i blind scorrevano cercavo un’occasione per fare chips. Ovviamente è stato un errore, dato che comunque il mio stack di 24K con i bui 400-800 mi permetteva di aspettare tranquillamente la mano giusta, ma il ricordo di quello che era successo nei primi livelli mi perseguitava ed ero convinto che non avrei avuto ancora molte possibilita’ prima della fine della giornata se non avessi provato mosse.
Nei tornei il momento determinante arriva quando sei sotto i 15 Bb, situazione definita in gergo “collo di bottiglia”. E’ quello il momento in cui, se non si è riusciti a fare chips bisogna provare la mossa e forzare i flip nella speranza di vincere il colpo.
Invece la mia tendenza di giocatore di omaha mi porta a giocare il flop molto più spesso degli altri e quindi cerco di muovermi prima che i Blind mi strozzino. Ed ho commesso quindi un errore quando su un rilancio di Utg ho chiamato con
; la mossa è stata dettata dal fatto che avevo studiato con attenzione i giocatori al tavolo e l’Utg mi sembrava quello maggiormente disposto a gamblare e quindi a mettere dentro chips anche con draw, inoltre avevo la lettura di un tell su di lui che speravo di sfruttare. Il flop recita
non male per me dato che mi permette di giocare una bilaterale in posizione ed un backdoor flush. L’original raiser chek ed io decido di prendermi la free card:
che mi dà oltre al draw di scala anche quello di colore. A quel punto l’oppo betta mezzo pot; l’importo della puntata la lettura di un tell e il ricordo di una mano precedente giocata da lui alla stessa maniera con 99 mi porta a rilanciare la sua puntata per 3 convinto di portare a casa subito il piatto o nel caso di avere buone possibilità di chiudere il mio draw. Il mio avversario mi instacalla cosa che non mi aspettavo dato ma che non mi dispiace dato che se avesse avuto una mano forte avrebbe quanto meno riflettuto sul da farsi. A quel punto l’ho messo su draw tipo double berry buster con JQ oppure su un Ax , giocato in pot control e immagino di potermi prendere il piatto comunque al river. Il river è un pessimo
che chiude uno dei suoi possibili draw e sono già disposto a mukkare quando lui checka. In precedenza quell’avversario aveva sloplayato un poker fino al river dove ha valuebettato, non mi sembrava possibile quindi un suo check con JQ; poteva avere Ak ma checkare flop e bettare mezzo pot turn mi sembrava comunque improbabile e quindi lo rimetto su Ax e decido di provare a rubare il piatto puntando quasi il pot. Lui mi snapcalla e mi gira AT per una top two al flop giocata in maniera abbastanza strana dato che avevo un’immagine abbastanza tight ma cmq efficace, quindi nh sir. Io ho sicuramente sbagliato dato che il mio bluff non raccontava una storia credibile.
Dopo quel piatto credo di essere andato in tilt, mi sono trovato da giocare 30x a 12x, una situazione assolutamente non confortevole per me che mi constringe a giocare principalmente preflop, cosa che non è assolutamente ancora la mia specialità ed infatti mi sono lentamente accorciato fino a quando ho mandato tutto con Flush Draw contro Top Pair e non ho trovato nessuno dei miei outs a difendermi.
Nei due giorni successivi ho partecipato ai side event da 1.1K e 550. Questa volta ho deciso di partecipare a tutti i tornei dato che sento l’esigenza di migliorare negli Mtt live, soprattutto quando si arriva alle situazioni “collo di bottiglia”. Parleremo delle mani di questi tornei nel forum dato che mi piacerebbe avere la vostra opinione su alcune giocate, preferirei dedicare questa parte finale invece ad alcune considerazioni.
La prima riguarda l’assurdità di alcune mani a cui ho potuto assistere che mi hanno fatto sorridere pensando a cosa avrebbero detto i teorizzatori del è tutto rigged dell’online. Una mano in particolare mi ha colpito in cui 3 giocatori, tutti e 3 molto deep sono andati all in e allo showdown avevano KK, KK ed AA una combinazione davvero molto molto rara. Un'altra mano è capitata invece verso la fine del main event, rimasti in credo 20 due giocatori sono andati all in. Il primo aveva JJ il secondo TT, la prima carta girata è stata un J che ha praticamente annientanto le possibilità dell’altro giocatore. Invece un incredibile runner runner gli ha regalato scala con AKQJ per la comprensibile disperazione del giocatore che aveva floppato tris. Per non parlare dei miei 3 tris ed un poker nel giro di 25 minuti durante il secondo livello.
La seconda considerazione è riferita invece alla struttura dei payout, alla moda che stiamo vivendo in Italia ma non solo di creare dei payout assolutamente verticali ; molto spettacolari naturalmente, dato che in questo torneo il primo veniva premiato con la bella cifra di 170 mila euro, ma poco profittevoli per chi tenta di fare del poker un lavoro. Infatti tutte le posizioni al di fuori del tavolo finale venivano premiate con una cifra assolutamente bassa rispetto alla fatica che ci vuole per arrivare: un mio carissimo amico è arrivato 17 dopo tre giorni davvero stressanti ed ha guadagnato 5.5K euro. Se a questi togliamo le spese di buy in e di viaggio ritengo che il compenso per una prestazione così notevole come quella di 17 su oltre 380 persone sia davvero misero. Dall’anno scorso l’organizzazione delle Wsop sta tentando di rendere più eque le distribuzioni dei premi, conto sul fatto che presto anche in Italia si possa muovere nella stessa direzione.
Un saluto a tutti, ci vediamo sul forum per la discussione di alcune mani.
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Sisal poker online
1 Risposta a "Da Roma a Sanremo"
04 set 2009
sono d'accordo con te per cio' che riguarda la ripartizione del montepremi in un torneo cosi' importante..17 posti su trecento e passa sono davvero miseri e non rendono giustizia all'impegno profuso dai player.ahh la prossima volta se partite da bari portate pure me...da gallipoli ci metto poco ad arrivare da voi ^^