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Il Blog di Marco Wegher

17 Giugno 2009 - Pot Limit Omaha 5000 dollari - WSOP 2009

Inserito il 05/07/0905 lug 2009 in WSOP 2009 da Marco Wegher.

Inizio anche stavolta con una sola chance con l’intenzione di giocare la prima senza tante remore, pronto a semibluffare nell’occorrenza o giocarmi un coinflip, avendone a disposizione altre due e dopo il primo livello noto che gli avversari al tavolo giocano con cognizione di causa, senza commettere evidenti errori.

 

Ricevo delle buone mani nel preflop, un paio di volte centro le nuts vincendo però dei piatti piccoli allo showdown e in altre due circostanze controrilancio in semibluff facendo fare fold agli avversari, assestandomi sulle 7.000 chips, che alla fine del terzo livello diventano  17.000 dopo aver ricevuto le altre due chance.

 

Dopo la pausa inizia il quarto livello e alla mia sinistra rimane un posto libero che sarà occupato dal mio compagno di squadra e amico Dario Alioto, ovviamente cliente scomodo, che oltretutto gioca in posizione favorevole nei miei confronti, ma nota lieta, si aggiunge anche Annie Duke.

 

L’avevo visto giocare due anni fa proprio contro Alioto in un evento di Pot Limit Omaha delle WSOP e mi aveva stupito per il suo gioco loose, tipico di un giocatore di Texas Hold em non molto pratico di Omaha, alla pari di molti altri pro conosciuti nel circuito, tesi fra l’altro confermata anche da Dario.

 

Ironia della sorte, dopo alcuni mani ricevo

 

Ah Ac 5c 5s

 

sul bottone, prima di me chiamano in due e io rilancio fino a 1800 (ho circa 22.000), passano tutti eccetto Annie Duke che aveva fatto limp UTG, il flop è

 

Ad 7c 4d

 

lei fa check e io punto 4000 sul piatto di 4600, seguito dal suo istant call. Il turn è il 7d Annie fa di nuovo check e io ci penso: le uniche mani legittime con cui può avere chiamato sono un progetto a colore e quindi lo ha chiuso, oppure 8-6-5-x o 6-5-3-x in cerca della scala, anche se avesse giocato male chiamandomi con A-7-x-x o 4-4-x-x sarebbe in una brutta situazione e con 7-7-x-x sarei comunque spacciato giocandola in qualsiasi modo.

 

A questo punto decido di puntare circa 4000 sul piatto di 12000 perché potrebbe pagarmi con il colore o il full più basso creando un piatto di 20000 e a quel punto avrei potuto tranquillamente levarle altre 8000 sul river, visto che difficilmente avrebbe foldato con una puntata cosi piccola. Ci pensa per un minuto abbondante e rilancia all-in fino a 13.000 circa, io chiamo e lei mostra un colore al K, gia spacciato senza bisogno del river.

 

Nell’ultima mano prima della pausa, forte del mio stack molto sopra l‘average, chiamo una mano mediocre come

 

Qd Td 9c 6d

 

nelle prime posizioni e il flop è

 

Qs 8d 7h

 

faccio check un avversario punta in ultima posizione e passano tutti eccetto me, il turn è il

 

9s

 

faccio di nuovo check e l’opponente punta i 3/5 del piatto. Lo avevo seguito molto bene fino a quel momento, lo consideravo un buon giocatore, ma avevo notato che spesso puntava dopo i check degli avversari, quando agiva per ultimo, sul flop avrebbe potuto semibluffrae con J-T-9-x e aver chiuso le nuts, ma, a meno che non avesse anche un progetto a picche, non aveva molto senso puntare cosi poco con le nuts su un board così pericoloso.

 

Quella puntata mi dava l’idea di un tris di Q o di 8 e che mi avesse letto correttamente supponendomi con una scala non nuts o eventualmente con un tris più basso del suo, con l’intenzione di chiamare il flop e check rasare il turn se fosse uscito un blank, quindi decido di chiamare, pensando di essere al momento in vantaggio e sperando di non vedere una coppia sul board e preferibilmente nemmeno una picca. Il river è un blank, il 3h, ovviamente per me non ha nessun senso puntare, quindi faccio check, pensando che anche l’avversario avrebbe fatto lo stesso, ma invece punta i 4/5 del piatto, circa 7500 e questo mi spaventa molto facendomi credere che o ha la scala nuts o sta continuando a bluffare, non avendo niente fin dall’inizio. Fino a quel momento avevo giocato chiuso, quindi un bluff del genere poteva starci contro di me, non avrebbe avuto alcun senso non check raisare il turn con le nuts, se la sua lettura era giusta, la cosa migliore sarebbe stata puntare forte per rappresentare J-T-x-x. In base a queste considerazioni e dovendo investire poco rispetto al mio stack, decido di chiamare, vincendo il piatto contro una scala più piccola 6-5-x-x, assestandomi a quota 53.000 tra i chipleader.

 

In seguito, con i bui 300-600, faccio call nelle prime posizioni con

 

Ah Ad 9h 3s

 

il cut off  rilancia fino a 2500 chiamano il big blind e un limper prima di me, che rilancio fino a 13.000, chiama solo il raiser che copre fino a 12000 andando all-in con

 

Ac Qs Jc 6h

 

ma perdo contro una doppia coppia, scendendo a 45000. Nelle mani successive, forte della mia immagine solida, rubo qualche bel piatto e chiudo di nuovo qualche buon punto sempre mostrandolo allo showdown e continuando a dimostrare estrema solidità nel mio gioco, salendo fino a 103.000 grazie ad un check raise di 17000 con

 

Ac Ks Qd 7c

 

sul flop

 

Kd 7s 2h

 

contro un giocatore in all-in con

 

As Kc 6c 5h

 

A quel punto, sono quasi chipleader e la mia immagine al tavolo è perfetta per provare dei bluff e aggiudicarmi molti piatti uncontested e il mio piano è quella di sfruttarla al massimo, anche perché gli altri giocatori avevano tutti molto meno di me. Proprio in quel momento, al posto di due giocatori da me eliminati, arrivano due ragazzi giovani che hanno circa il mio stesso stack e che giocano molto aggressivi sia nel preflop che sul board, dimostrando poche remore nel andare all-in anche con mani mediocri;  a breve se ne aggiunge un terzo ancora più aggressivo che Dario conosce e commenta: “attento che quello è un pazzo, anzi, è proprio psicopatico” e in effetti aveva ragione. Di fronte a questa nuova situazione, la strategia da me prevista non ha più efficacia, sia perché i nuovi arrivati non sanno nulla di me e hanno sostituito chi maggiormente mi rispettava, sia perché hanno dimostrato di non avere timori nell’andare all-in, quindi mi conviene giocare solo mani buone a partire dal preflop e sperare di centrarne una buona sul flop contro di uno di loro con la speranza di raddoppiare pesantemente, visto che ormai avevano uno stack superiore al mio.

 

Nelle due ore successive, però, non ho ricevuto molte mani giocabili e tra bui persi e vari fold sul flop ho chiuso il day 1 sotto average a quota 62.500.

 

Il day 2 inizia ad un nuovo tavolo, in compagnia di giocatori famosi con uno stile di gioco assolutamente non preoccupante e i soliti ragazzini giovani tendenzialmente scandinavi e senza toppa, con uno stile di gioco assolutamente preoccupante, che, forti del loro grosso stack, mettevano moltissima pressione e come sempre li avevo proprio alla mia sinistra. Ad un certo punto ricevo

 

Ad As 4d 2h

 

e vado all in nel preflop contro un altro giocatore con A-A-x-x dividendo il piatto e guadagnando poco o niente, nelle mani successivi non ricevo molte carte giocabili resto a galla rosicchiando qualche buio, ma piano piano sto scendendo fino a quando arrivo a 30.000 e mancano 3 posizione per arrivare ITM.

 

 

 

La situazione è in stallo da un po’, non esce nessuno, riesco a rubare qualche buio e fare foldare tutti con un limp – reraise con A-A-x-x nel pre flop , risalendo a 50.000, quando finalmente scoppia la bolla e rimaniamo in 36.

Sono contento di essere arrivato a premio, ma dopo aver tirato i remi in barca per un po’ ci sono arrivato da molto corto e ho bisogno come minimo di un double up, quando ricevo

 

Kc Qs Js 9h

 

e rilancio a 17500 primo ad entrare, il giocatore alla mia sinistra fa repot e il seguente rilancia ulteriormente: stava avvenendo quello che speravo, gli avversari a sinistra erano i chipleader del torneo e stavano giocando iper aggressive, rilanciando per primo speravo che si creasse dead money grazie ai call degli avversari che avrebbero poi foldato contro un massiccio repot, dandomi ottime odds anche contro A-A-x-x. Alla fine io metto ovviamente tutto fino a 33.500 giocandomi un triple up contro un solo giocatore e partendo al 40% contro

 

Ac Ad 7c 2h

 

e mi aggiudico il piatto chiudendo il colore a picche, risalendo a 108.000.

 

Per tutto il seguente livello non vedo un flop, nemmeno nel grande buio e scendo a 83.000 quando raddoppio di nuovo facendo il solito limp-reraise con

 

Ah Ac Ad Kd contro Ks Jd Jh 9s

 

dopo un'altra ora senza giocare rilancio in middle position con

 

9h 9c 5h 5c

 

visto che avevo giocato solo 2 mai in due ore, sperando di rubare i bui o di centrare un set sul flop (o eventualmente in testa a testa fare continuation bet se scende un A o un flop bluffabile) ma Devilfish controrilancia all-in e devo passare.
Le mani dopo riesco a rubare un paio di volte i bui e bluffare sul flop 8-5-4 rainbow arrivando a quota 140.00 quando spillo

 

Ad As Qd Tc Under The Gun

 

logicamente faccio call, chiamano in tre dopo di me e il bottone rilancia pot, io controrilancio andando quasi all-in, passano tutti e il bottone copre con

 

Kd Kc 9c 7s (64% vs 36%)

 

aggiungendo anche le mie chip restanti, ma purtroppo esce un K e vengo eliminato. Vincendo quel piatto sarei arrivato a quota 300.000 circa e avrei potuto avere più margine di gioco essendo in average, ma non mi posso lamentare, scoppiata la bolla ho triplicato partendo al 40% e in altre occasioni A-A- aveva retto, quindi perdere quel colpo ci stava.

 

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