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PGP Saint Vincent
E’ la prima volta che partecipo ad una tappa del PokerGrandPrix qui a Saint Vincent, inizia a fare freddo ma in centro i negozi sono ancora tutti chiusi e il paese è semi deserto. Arrivo la sera prima del torneo, abbastanza tardi e stancato dalle 6 ore di macchina decido di andare a letto abbastanza presto anche per trovarmi riposato il giorno dopo.
Il torneo ha un buy-in di 1650 euro ed una struttura ottima, molto graduale e sufficientemente lenta da rendere la competizione molto tecnica. A farmi compagnia ai tavoli ritrovo gli altri assi del team Sisal, Piva, Guerra, Francesca Fioretti e Paolo Giovanetti che giocherà immediatamente alla mia sinistra per quasi tutta la durata del Day1. Oltre a loro ho il piacere di incontrare molti giocatori di altri team e a metà giornata arrivano anche Gabriele e Francesco a dar sostegno alla squadra.
Ho un bel tavolo all’ inizio con Giovanetti a sinistra e Cristiano Guerra alla mia destra, non conosco gli altri giocatori ma capisco subito che tra di loro ci sono dei buoni avversari come anche qualcuno disposto a regalare chips. La partita inizia e già dopo poche mani si fa notare un giocatore due posti alla mia destra che ha la tendenza a giocare decisamente troppe mani e in maniera spesso sconsiderata. Sembra aver tiltato già dalla decima mano dopo aver perso un quarto dello stack in un paio di mani giocate da lui abbastanza male. Decido di prenderlo di mira entro spesso nei piatti in cui entra lui e per circa 4 ore glieli porto via tutti, facendolo foldare quando non ho niente oppure facendomi pagare quando centro il board. Dimezzato il suo stack raddoppia e torna in average grazie ad un colpo fortunato, per poi riperdere nuovamente metà stack 3 mani dopo. Stà praticamente giocando il 90% delle mani, quando apre per l’ ennesima volta da middle position. Io sul bottone alzo AK e decido di 3bettarlo, forse per la terza volta fino a quel momento. Lui perde la testa e manda i resti, una sessantina di bui pari a 12000 chips con 83o, ed io chiamo all’ istante sperando che la mano regga fino al river. Putroppo un 8 al river compromette il mio torneo facendomi scendere a 12000 chips. Poco male non ho intenzione di mollare, continuo a mirare lo stesso giocatore dal quale recupero quasi subito 4000 chips in un paio di colpi. Intanto giocatori vengono eliminati, alcuni abbandonano il tavolo e di nuovi ne arrivano al mio, per tutto il giorno mi verranno servite trash hands, mani in giocabili e poche occasioni per accumulare chips. Faccio qualche steal di tanto in tanto e chiudo la giornata a 20000 chips.
Il day2 inizia coni bui 500/1000, sono parecchio sotto average ma ho ancora 20 bui per giocarmela fino in fondo. Gioco bene le prime 2 ore, risalgo a 35000 senza praticamente mai andare allo showdown. Poi sul mio BB un giocatore da middle position decide di miniraisare, il giocatore in questione è particolarmente scarso e sta giocando un’ infinità di mani in maniera molto passiva. Decido di chiamare con 8Ts e su board T93 rainbow punto 2/3 di piatto. Lui pensa un po’ poi chiama. Il turn è un 9 e io me ne esco ancora puntando questa volta ¾ di piatto e lui nuovamente pensa e chiama. Al river scende un K io faccio check deciso a chiamare qualsiasi puntata faccia il mio avversario che mette sul piatto solo 5000 quando in mezzo ci sono già 24000 chips. Chiamo e l’ avversario mostra AK. Io scendo di nuovo perdendo i 2/3 del mio stack, rimando molto corto con 10 bui e poco più tardi faccio forse l’ unico errore del mio torneo quando con A4 decido di andare in allin contro Daniele Mazzia che ha rilanciato 2 bui e mezzo dal bottone. Lui chiama senza esitazione con A9 ma faccio scala e ritorno quasi a 30000. Poche mani dopo un giocatore parecchio aggressivo, apre miniraisando da UTG e viene chiamato da altri due giocatori. Io sul BB spillo AQ, penso un po’, il giocatore alla mia sinistra, è abbastanza bravo e so che apre con parecchie mani da quella posizione, qli altri due non mi impensieriscono e penso di avere ottime probabilità di farli foldare se decido di andare in allin con i miei 20 bui. L’ unica incognita è l’ original raiser che può tranquillamente avere una monster hand, ma alla fine guardo il pot e vedo che ci sono già 8 o 9 bui in mezzo, e credo che il range di apertura del giocatore UTG sia abbastanza ampio da rendere il mio allin la mossa più profittevole, spingo così in mezzo al tavolo il mio stack con decisione. Purtroppo va male, vengo subito chiamato con QQ, gli altri due foldano ma sul board non cadono assi e vengo eliminat.
Penso tutto sommato di aver giocato un buon torneo, ed ho capito ancor di più l’ importanza di mettere un target sugli avversari, evitando i giocatori forti e cercando di trovarsi faccia a faccia con quelli più deboli.
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2 Risposte a "PGP Saint Vincent - Ottobre 2010"
03 nov 2010
bella giorgi.... ottima prova!purtroppo delle volte la fortuna prende la meglio :( sarà per la prossima!! l'importante è che ti sei battuto con onore!
02 nov 2010
Ciao ho letto il tuo articolo sull' Independent chip model (ICM)di Giorgio Miconi,io scusa ma nn ho capito una cosa con AA e sei rimasto in 3 dunque ITM con l'85% di possibilità di vincere il piatto tu consigli di nn andare all-in io ci andrei per i seguenti motivi 1)hai la mano più alta 2)sei ITM 3)dopo questa monster nn capiterà più hai un'ottima possibilità di far crescere il tuo stack in modo quasi sicuro per giocarti l'heads-up se avevo kk-qq- JJ ecc ci pensavo ma mai con AA .Ciao aspetto una tua risposta